A partire dal VI millennio a.C. le comunità preistoriche, organizzate in villaggi di capanne, conducevano una vita basata su caccia, raccolta e poi agricoltura e allevamento. Le loro attività quotidiane sono testimoniate da strumenti in pietra, soprattutto ossidiana, ceramiche e manufatti in osso. Le domus de janas, le grotticelle artificiali scavate nella roccia e utilizzate come tombe, rivelano i rituali legati alla morte. In Sardegna sono migliaia i siti che hanno restituito tracce preistoriche, soprattutto relative a quella fase che gli studiosi definiscono “Neolitico”; più rare sono invece le testimonianze della fase successiva, dal III millennio a.C., caratterizzata dall’introduzione del rame e dai contatti con genti d’oltremare.