Oristano archeologica
L’archeologia di Oristano racconta un territorio abitato e attraversato fin dalla preistoria, in dialogo costante con il Golfo e con il Sinis.
L’archeologia di Oristano racconta un territorio abitato e attraversato fin dalla preistoria, in dialogo costante con il Golfo e con il Sinis. Le testimonianze più antiche provengono dalle comunità che frequentavano il Monte Arci per l’ossidiana e dai villaggi nuragici diffusi nell’area circostante.
Con l’età fenicia, punica e romana, il centro di riferimento del territorio diventa Tharros, la grande città del Sinis, da cui Oristano eredita parte della sua memoria materiale e simbolica. Dopo l’abbandono di Tharros, tra XI e XII secolo, nasce Aristanis, capitale del Giudicato d’Arborea: un nuovo insediamento che incorpora elementi architettonici, materiali e tradizioni provenienti dalla città antica.
Un nuovo insediamento che incorpora elementi architettonici, materiali e tradizioni provenienti dalla città antica.
Nel tessuto urbano di Oristano si conservano tracce medievali e moderne che dialogano con reperti più antichi: ceramiche, elementi architettonici reimpiegati, materiali provenienti dagli scavi del territorio. Questa stratificazione rende Oristano un punto di osservazione privilegiato per comprendere la continuità storica tra il Sinis, il Campidano e la città giudicale.
Oggi l’archeologia di Oristano è parte integrante dell’identità cittadina: un patrimonio che unisce paesaggio, storia e comunità, e che continua a offrire nuove chiavi di lettura sul passato e sul ruolo della città nel Mediterraneo.