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Carla Del Vais

La storia del Museo Antiquarium Arborense è profondamente legata a figure di riferimento dell’archeologia sarda. Dopo la prematura scomparsa di Giuseppe Pau nel 1989, la direzione fu affidata al professor Enrico Atzeni, archeologo e docente presso l’Università di Cagliari. In quegli anni prendeva forma la promettente figura di Raimondo Zucca, giovane e appassionato archeologo che sarebbe diventato protagonista di una lunga e feconda stagione culturale del museo.

Con oltre trent’anni di direzione, il prof. Raimondo Zucca ha guidato il museo con instancabile dedizione e solida visione scientifica, promuovendone l’espansione e il riconoscimento a livello regionale e internazionale.

Al fianco di Raimondo Zucca, nel tempo, si sono intrecciate le volontà lungimiranti delle amministrazioni comunali e l’instancabile propulsione progettuale della società di gestione, diretta da Alberto Tasca, cui si deve la concretizzazione di numerose iniziative e visioni culturali. Tali progetti hanno potuto contare sul contributo prezioso delle Università, delle Soprintendenze e di comitati scientifici che hanno accompagnato – e talvolta promosso – la crescita, la formazione e l’emersione di giovani studiosi e studiose, professionisti e professioniste.

Tra questi si distinguono l’architetta Silvia Oppo e l’architetto Andrea Costa; l’archeologo Piergiorgio Spano, oggi docente presso l’Università di Sassari; la storica e archivista Cecilia Tasca dell’Università di Cagliari, già presidente delle società di gestione La Memoria Storica e Mythos Iniziative; il compianto archeologo della Soprintendenza Paolo Bernardini; e Valter Mulas, curatore dell’immagine grafica di numerose mostre e pannelli espositivi.

Queste sinergie hanno reso il museo un punto nevralgico delle attività culturali dell’Isola, con esposizioni e pubblicazioni che ne hanno consacrato il ruolo fino al primo decennio degli anni Duemila.

Dal luglio 2019, il Comune di Oristano ha preferito alla gestione esternalizzata una gestione affidata alla Fondazione Oristano, partecipata del Comune, che ha consentito maggiore consequenzialità operativa e strategica oltre che la stabilizzazione e rafforzamento della forza lavoro.

Nel marzo 2025, a seguito di un concorso pubblico indetto dal Comune di Oristano, il testimone passa all’archeologa oristanese prof.ssa Carla Del Vais, nuova direttrice, curatrice e responsabile dei servizi educativi del museo. Docente ordinaria di Archeologia fenicia e punica all’Università di Cagliari, dirige la Scuola di Specializzazione in Archeologia e ha al suo attivo numerosi studi scientifici e divulgativi. Da oltre trent’anni è protagonista di scavi e ricerche in tutto il territorio sardo, con particolare attenzione al Sinis, Tharros e all’area oristanese, e ha diretto il Museo Marongiu di Cabras contribuendo significativamente alla valorizzazione dei reperti locali.

Alla prof.ssa Del Vais è affidata la rinascita del nuovo Museo Antiquarium Arborense, che si prepara a riaprire dopo la lunga chiusura iniziata nel febbraio 2024. La nuova struttura presenterà spazi rinnovati, accessibili e funzionali, pensati per rispondere alle esigenze di un museo moderno, vivo e pienamente integrato nel tessuto cittadino. Situato nel cuore del centro storico, il museo vuole tornare ad essere luogo di incontro, conoscenza e appartenenza per cittadine e cittadini di ogni età.

In questo nuovo capitolo, si concentrano entusiasmo, visione e profonda fiducia per una proposta aggiornata di un Museo Antiquarium Arborense che sceglie, insieme all’Amministrazione Comunale di Oristano ed al gestore, la Fondazione Oristano, di guardare avanti con l’ambizione di essere non solo scrigno di memorie del passato, ma motore culturale del presente e del futuro di Oristano e del territorio, al servizio della comunità e della Sardegna intera.

Nel marzo 2025, a seguito di un concorso pubblico indetto dal Comune di Oristano, il testimone passa all’archeologa oristanese prof.ssa Carla Del Vais, nuova direttrice, curatrice e responsabile dei servizi educativi del museo. Docente ordinaria di Archeologia fenicia e punica all’Università di Cagliari, dirige la Scuola di Specializzazione in Archeologia e ha al suo attivo numerosi studi scientifici e divulgativi. Da oltre trent’anni è protagonista di scavi e ricerche in tutto il territorio sardo, con particolare attenzione al Sinis, Tharros e all’area oristanese, e ha diretto il Museo Marongiu di Cabras contribuendo significativamente alla valorizzazione dei reperti locali.

Alla prof.ssa Del Vais è affidata la rinascita del nuovo Museo Antiquarium Arborense, che si prepara a riaprire dopo la lunga chiusura iniziata nel febbraio 2024. La nuova struttura presenterà spazi rinnovati, accessibili e funzionali, pensati per rispondere alle esigenze di un museo moderno, vivo e pienamente integrato nel tessuto cittadino. Situato nel cuore del centro storico, il museo vuole tornare ad essere luogo di incontro, conoscenza e appartenenza per cittadine e cittadini di ogni età.

In questo nuovo capitolo, si concentrano entusiasmo, visione e profonda fiducia per una proposta aggiornata di un Museo Antiquarium Arborense che sceglie, insieme all’Amministrazione Comunale di Oristano ed al gestore, la Fondazione Oristano, di guardare avanti con l’ambizione di essere non solo scrigno di memorie del passato, ma motore culturale del presente e del futuro di Oristano e del territorio, al servizio della comunità e della Sardegna intera.

Storia delle direzioni dell'Antiquarium Arborense

Archeologa e docente universitaria, la prof.ssa Carla Del Vais è direttrice dell’Antiquarium Arborense di Oristano dal 30 marzo 2025, dove coordina la direzione scientifica e i servizi educativi del museo. La sua nomina è avvenuta a seguito di selezione pubblica, nella quale si è distinta per un progetto museale innovativo e per una carriera accademica e gestionale di alto profilo.

Nata a Oristano, si è laureata in Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Cagliari, ha conseguito la Specializzazione in Archeologia all’Università di Bologna e successivamente il DEA e il Dottorato di ricerca presso l’Université de Provence (Francia). È oggi professoressa ordinaria di Archeologia fenicia e punica presso l’Università di Cagliari, dove dirige la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici. Dal 2000 ha ricoperto numerosi insegnamenti sul mondo fenicio e punico nei corsi di laurea e nella Scuola di Specializzazione; è membro del collegio del Dottorato in Storia, Beni Culturali e Studi Internazionali dell’Ateneo cagliaritano e profesora colaboradora externa dell’Universidad de Granada (Spagna). È stata visiting professor presso l’Université Bretagne Sud (Francia, Laboratoire CNRS TEMOS).

Dal 1987 partecipa a numerose campagne di scavo in Italia e all’estero, assumendo dal 1991 responsabilità dirette in cantieri di grande rilievo: a Tharros (quartiere artigianale, necropoli meridionale, area portuale e abitato punico-romano), a Santa Cristina di Paulilatino, a Usellus, a Senorbì, a Mozia, in Sicilia (Marineo, Monte Maranfusa, Solunto), a Minorca e in Tunisia. Ha collaborato con la Soprintendenza Archeologica in Sardegna in diversi interventi e ha diretto scavi in concessione ministeriale. Ha inoltre preso parte a missioni di studio in Tunisia, a Minorca e in Libano.

Dal 1996 al 2025 è stata Curatore e poi Direttore scientifico del Museo Civico Archeologico “Giovanni Marongiu” di Cabras, dove ha seguito l’allestimento permanente, curato numerose mostre temporanee e coordinato i servizi educativi. Ha inoltre collaborato all’allestimento di esposizioni su temi archeologici in altre sedi museali.

La sua attività scientifica si concentra sulle dinamiche di incontro e interazione tra le comunità fenicie, puniche e indigene della Sardegna e più in generale del Mediterraneo antico. In particolare, ha approfondito lo studio dei contesti funerari, delle trasformazioni dei paesaggi costieri, delle variazioni ambientali e delle loro conseguenze sulle comunità umane, sviluppando approcci interdisciplinari che integrano archeologia, storia, scienze naturali e archeometria. I suoi interessi di ricerca riguardano anche la produzione ceramica punica, i materiali da costruzione, le pratiche economiche e le attività agricole e di allevamento in contesti urbani e rurali.

Autrice di una monografia e di circa 120 articoli scientifici, ha curato diversi volumi ed è stata relatrice in numerosi convegni nazionali e internazionali. È codirettrice delle riviste scientifiche Layers. Archeologia Territorio Contesti e ArcheoArte ed è componente del comitato scientifico della rivista Byrsa. Arte, cultura e archeologia del Mediterraneo punico.

Sotto la sua direzione, l’Antiquarium Arborense sta vivendo una fase di profondo rinnovamento, che unisce riqualificazione degli spazi, aggiornamento scientifico e nuove strategie di accessibilità e inclusione, rafforzando il ruolo del museo come luogo di incontro e di memoria condivisa per le comunità dell’Arborense.

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