Alla metà del II millennio a.C., nella c.d. Età del bronzo, si sviluppa in Sardegna una civiltà unica nel mondo antico che prende il nome dai suoi monumenti più caratteristici, i nuraghi. Ancora oggi il paesaggio dell’isola è segnato da migliaia di torri semplici e strutture complesse, costruite con grandi massi secondo una tecnica avanzatissima che consentiva di creare coperture a falsa cupola. I villaggi, costituiti da capanne circolari con copertura in frasche, spesso si sviluppavano in prossimità dei nuraghi. Sono caratteristiche di questa fase le tombe dei giganti, grandi sepolture realizzate con blocchi in pietra, entro cui erano deposti numerosi individui. Le aree cultuali più caratteristiche sono le fonti e i pozzi sacri, costruiti con grande perizia tecnica e sede di culti in cui l’acqua aveva un ruolo fondamentale.